Ritorno alle origini: dieta BARF

La dieta BARF (Bone and Raw Food) è il ritorno all’alimentazione naturale del lupo, antenato del cane, composta da frattaglie, carne cruda, ossa e verdura.

Anche se sarebbe difficile dirlo vista la moltitudine di specie canine esistenti, il nostro amico a quattro zampe discende ancestralmente da un canide ben più grosso e meno affettuoso: il lupo. Per secoli il lupo è stato il re indiscusso di boschi e montagne, soprattutto qui in Italia, con branchi dediti alla caccia di cervi e altre prede di media e grossa taglia. Evolutasi nelle numerose specie tutt’ora esistenti, la razza dei lupi come li conosciamo oggi apparve già nel pleistocene inferiore come diretta discendenza di un canide di medie dimensioni chiamato Canis Lepophagus. In quello stesso periodo camminava sulla terra l’homo habilis, ancora incapace di ammaestrare o addomesticare un animale in quanto concentrato sullo sviluppo cognitivo per la costruzione e l’uso di oggetti. Per millenni il lupo ha vissuto selvaticamente finché le prime civiltà non scoprirono come ammansirlo e addestrarlo affinché facesse la guardia al bestiame. Da quei lupi in particolare discende il cane e tutte le sue sottorazze.

Da quando il lupo iniziò a diventare un animale domestico, smise di andare a caccia e pertanto veniva alimentato dai suoi padroni. Inizialmente erano gli stessi uomini a cacciare, spesso anche accompagnati dai lupi e, nonostante l’alimentazione domestica, conservavano una dieta selvaggia e naturale, composta da carne cruda, ossa, frattaglie, frutta e verdura. Eh si, perché è sbagliato pensare che l’antico lupo fosse un animale carnivoro. Era prettamente carnivoro, ma si cibava anche di frutta e verdura per ottenere vitamine e fibre necessarie allo sviluppo muscolare.

Con l’evoluzione della civiltà umana, le abitudini sono cambiate e anche la dieta che il padrone riservava per il suo cane è cambiata, passando da carne cruda a quella cotta, sostituendo ossa e frattaglie con tutti i rimasugli e gli avanzi del pranzo umano. Con la rivoluzione industriale e la nascita di fabbriche dedicate alla produzione di svariati tipi di oggetti e beni di largo consumo, non passò molto tempo prima che qualcuna di queste venisse costruita con il solo e unico scopo di produrre cibo per cani. Solo sessant’anni fa abbiamo la nascita della prima di queste fabbriche e da quando il cibo industriale venne introdotto sul mercato, la dieta dei nostri amici a quattro zampe si è andata via via modificando sempre più fino ad arrivare ai bustoni di mangime che oggi affollano supermercati e negozi per animali.

Ci si sta però rendendo conto che tutto ciò non è salutare per il cane. L’introduzione del cibo industriale ha abbassato le difese immunitarie del cane, rendendolo più soggetto a malattie di vario genere, sopratutto quelle intestinali e gastroenteriche. Ecco quindi che si inizia a parlare di dieta BARF, acronimo di Bones and Raw Food, ovvero una dieta basata su quella che era l’alimentazione del lupo millenni fa: carne cruda, frutta, verdura, ossa e frattaglie.

C’è chi dice che i tempi sono cambiati, i cani non sono lupi e non andrebbero nutriti come tali, ma recenti studi hanno dimostrato che un ritorno alla dieta originale può essere solo un fattore positivo. Certo, quella che si andrà ad utilizzare deve essere una dieta barf modificata, visto che non tutti i cani possono mangiare tutte le ossa, così come altri possono andare incontro a problematiche renali; per questo motivo nel momento in cui decideremo di far passare il nostro cucciolo a una dieta barf, lo faremo con il controllo e i consigli del nostro veterinario di fiducia.

Passare alla dieta barf non è facile come potrebbe sembrare. Riuscire a dosare il mix di carne cruda con quello di verdura e frutta potrebbe già essere un problema (dovrebbe essere composta da un 70-90% da cibo di origine animale e il resto di frutta e verdura) e in più dobbiamo fare i conti con il sistema digestivo del nostro cane, poco propenso a passare rapidamente dal cibo industriale o generalmente cotto, a qualcosa di crudo e totalmente naturale. Per questo motivo assicuriamoci di fare un passaggio graduale, magari iniziando con un pranzo barf seguito da una cena con qualcosa di preparato o comunque del cibo secco, procedendo gradualmente nel trasformare anche la cena per l’alimentazione barf. Assicuriamoci però che non ci siamo mai nello stesso momento del cibo cotto e del cibo crudo nella ciotola, perché i due alimenti hanno tempi di digestione totalmente diversi. La dieta barf non si improvvisa quindi, ma si sceglie dopo un’accurata visita e consulenza con il nostro veterinario, che conosce bene i bisogni e la storia del nostro amico a quattro zampe.